Autori
Luciana Mandarino
Luciana Mandarino guarda alla vita come a un esercizio quotidiano di aiuto reciproco: si ispira al pensiero stoico di Marco Aurelio e all'idea, fatta propria, che siamo nati per prenderci cura gli uni degli altri. È una convinzione che ritrova nel cibo — che considera un gesto di comunione capace di abbattere barriere e costruire comunità — e che porta avanti tanto nel lavoro sull'innovazione agroalimentare quanto nei percorsi di autonomia che dedica a ragazzi nello spettro autistico.
Cesare Capitti
Per Cesare Capitti la memoria non è un archivio, ma un modo di restare fedeli a ciò che siamo: un patrimonio di tradizioni, legami e valori da custodire e tramandare, radice di ogni identità — personale, familiare, di una comunità intera. È una convinzione che ha attraversato tutta la sua vita, professionale e non: il bisogno di capire cosa lega un luogo, o un ricordo, a chi lo vive, e di prendersene cura attraverso lo studio prima e il racconto poi.
Filippo Grasso
Per Filippo Grasso il territorio non è mai soltanto un insieme di risorse da amministrare, ma il luogo dove una comunità vive, lavora e riconosce la propria identità: la sua bussola è il dialogo continuo fra tradizione e innovazione, più che l'inseguimento di soluzioni valide sempre e ovunque allo stesso modo. Crede in una logica di rete — di collaborazione fra chi un territorio lo vive e lo lavora — contro ogni tentazione individualista o campanilistica, convinto che nessuna destinazione turistica possa davvero crescere se non parte dal benessere di chi quel luogo lo abita ogni giorno.
Giuseppe (Puccio) Attardi
Giuseppe Attardi è convinto che la grande musica non nasca mai dal nulla: dietro ogni canzone che sembra nuova c'è sempre un'eco più antica, una storia che continua a essere raccontata sotto altre forme. Guarda ai classici non come a un patrimonio da conservare sotto vetro, ma come a un serbatoio vivo a cui la cultura pop continua ad attingere, spesso senza saperlo — ed è proprio in quella continuità nascosta, tra un sonetto del Duecento e un assolo di chitarra, che trova il senso più autentico del raccontare musica.
Francesco Capaldo
Francesco Capaldo scrive convinto che la realtà, osservata da vicino, sia sempre un po’ comica e un po’ inquietante e che alla letteratura tocchi mostrarla così, senza sconti ma anche senza spiegarla troppo. Preferisce la battuta rapida al discorso solenne, il dialogo vivo alla descrizione compiaciuta, convinto che si arrivi più vicino al vero ridendone che analizzandolo.
Ghvmbert Catholicvs
Ghvmbert Catholicvs si descrive come un equilibrio di forze opposte — fede e ragione, arcaico e moderno, rispetto e ironia — tenute insieme da una curiosità che non si è mai accontentata di un solo sistema di pensiero. Cresciuto tra insegnamenti teologici e biblioteche di filosofia classica, ha fatto della propria formazione cattolica il punto di partenza per un'indagine personale sul divino attraverso culture e religioni diverse, fino a riconoscere il sacro nella natura stessa, nel sole prima ancora che nei dogmi. Un percorso che non rinuncia mai a un margine di scherzo, convinto che anche l'Altissimo, se esiste, abbia il senso dell'umorismo.
Cettina Rizzo
Cettina Rizzo guarda a Taormina come a un testo mai finito di leggere: ogni monumento, ogni pietra scolpita nasconde per lei un interrogativo che merita di essere inseguito fino in fondo, con il rigore della ricercatrice e la pazienza di chi sa che le risposte certe sono rare. Crede che una città si onori davvero solo continuando a interrogarla, e spera che il fascino della sua terra continui ad attrarre chi sa amarla con studio e dedizione, non chi la sfrutta soltanto.
Mario D'Agostino
Mario D'Agostino crede che ognuno, nella vita, meriti sempre una seconda possibilità: un'idea che porta con sé ogni giorno nel suo lavoro di medico, a stretto contatto con le fragilità e la forza delle persone, e che ritrova nel modo in cui sceglie di raccontare storie. Guarda alla scrittura come a uno spazio per restituire complessità e umanità a chi, nella vita reale, viene troppo spesso ridotto a un errore o a un'etichetta.
Caterina Bianco
Per Caterina Bianco una buona storia è quella che non ha paura di mostrare la parte più fragile dei suoi personaggi: il dubbio, l'errore, il bisogno di essere ancora capiti da qualcuno. Ama i generi che si mescolano — il thriller che sconfina nella crescita personale, il mistero che nasconde in realtà una domanda sull'identità — e crede che scrivere, più che raccontare una trama, sia un modo per mettere ordine dentro di sé.
Roberto Triolo
Per Roberto Triolo la gestione dei crediti d'imposta non è un adempimento burocratico ma una responsabilità verso il futuro dell'impresa: la vera tutela dell'imprenditore nasce prima del controllo, non dopo. Crede in un approccio alla fiscalità agevolata multidisciplinare e accessibile, capace di trasformare una materia complessa in scelte consapevoli, senza tecnicismi inutili.
Salvatore Lo Bue
Per Salvatore Lo Bue la prevenzione è il vero valore aggiunto della consulenza fiscale: investire tempo e competenze nella gestione dei crediti d'imposta, prima che si trasformino in un problema, è ciò che protegge davvero la continuità di un'impresa. Un approccio che unisce rigore tecnico e attenzione concreta a chi ogni giorno costruisce la propria azienda.
Daria Caminiti
Daria Caminiti crede che dietro ogni paziente ci sia prima di tutto una persona, e che nessun percorso diagnostico o terapeutico possa davvero cominciare finché il medico non impara a riconoscerla come tale.
Debora Calomino
Giornalista e osservatrice del territorio, Debora Calomino crede che il turismo non sia mai soltanto business, ma prima di tutto un fatto sociale, da capire attraverso le persone che i luoghi li abitano davvero. Per lei una destinazione diventa autenticamente attraente solo quando chi ci vive sta bene: la cura di un territorio è prima di tutto un dovere verso chi lo abita ogni giorno, non solo verso chi lo visita. Uno sguardo lucido e mai superficiale, che porta avanti raccontando, studiando e insegnando il fenomeno turistico da ogni angolazione.
Vincenzo Pellegrino
Per Vincenzo Pellegrino proteggere chi si ama non significa risparmiargli il mondo, ma affidarlo ad esso con fiducia: crede che la scoperta — anche quella che porta con sé qualche inciampo o dispiacere — sia parte necessaria della crescita, e che il compito di chi accompagna un bambino, o semplicemente un'altra persona, non sia costruire scudi ma trasmettere l'unica cosa che davvero conta: l'amore per la vita. Questa fiducia nel mondo, insieme al piacere di raccontarlo attraverso più linguaggi — la scrittura, il disegno, la scultura, la musica — attraversa tutta la sua opera, in cui la fantasia non è mai una fuga dalla realtà, ma un modo per guardarla più da vicino.
Filippo Maria Salvo
Per Filippo Maria Salvo il valore di un'idea si misura da quanto la si sa condividere: la sua bussola è la convinzione che “condividere per fare” — mettere in rete competenze ed esperienze diverse — produca risultati più solidi della strategia che guarda solo al proprio interesse immediato. Un approccio che applica tanto al diritto amministrativo del territorio quanto alla formazione, cercando sempre un'alternativa al lavorare da soli.
Giuseppe Cannizzaro
Per Giuseppe Cannizzaro il denaro non è mai un fine, ma uno strumento al servizio della vita delle persone: la domanda da cui parte non è mai «quanto hai», ma «per che cosa lo stai facendo», convinto che dietro ogni risparmio ci siano progetti, paure e persone reali, mai numeri astratti. Da qui la sua fedeltà a un ordine preciso — prima proteggere ciò che è stato costruito con il lavoro, poi, se le condizioni lo consentono, farlo crescere — e la diffidenza per ogni promessa di guadagno facile o senza rischio, che considera quasi sempre insincera. Crede in una consapevolezza fatta di poche verità semplici, spiegate con chiarezza, più che di tecnicismi: la stessa che, da quarant'anni di lavoro, gli ha insegnato ad ascoltare prima di rispondere.
